goal based investing

Tanti prodotti.. tanti dubbi

L’investitore si trova oggigiorno circondato da prodotti finanziari, con una scelta molto ampia come mai nel passato di prodotti di investimento bancari, assicurativi, postali, quotati e non. Tutta questa disponibilità fa si che il web sia costellato da domande tipo: qual’é il miglior fondo? In quale ETF dovrei investire? Ho un rischio medio cosa mi consigliate? Come scegliere migliori etf?…

Tutte domande legittime ma il prodotto su cui investire dovrebbe essere l’ultimo dei problemi o meglio l’ultima delle domande.

Partiamo dagli obiettivi (Goal Based Investing)

Obiettivo Pensione (30 anni)Auto (12 mesi)
MezzoFondo pensione / Portafoglio di investimenti / Investimento ImmobiliareConto corrente  / Conto Deposito / BOT
Prodotto / Strumento Fondo “xyz” – Obbligazione “abc”Conto Banca “123”
Esempi di obiettivi

Obiettivo 

Il punto di partenza… è il punto di arrivo!

Qual’è lo scopo di questo investimento ? Ho messo ad esempio come obiettivo la pensione, che ha un orizzonte temporale e un target (almeno di massima): Punto ad avere 500€ reali al mese tra 30 anni / Tra un anno cambio l’auto e avrò bisogno di 25.000€. Questi obiettivi hanno dei margini in cui si può muovere il risultato, per esempio potrei andare in pensione 1 anno dopo o potrei accontentarmi di 23.000€ per l’auto rinunciando a un optional.

Mezzo

Visto il punto di arrivo mi sposto sul punto di partenza e quindi valuterò la mia capacità di risparmio, il mio patrimonio attuale e la mia situazione personale. Ad esempio: Risparmio 500€ al mese, ho 100.000€ da parte, ho un contratto a tempo determinato..

Questo perché non esiste il mezzo perfetto per tutti, ad esempio parlando di pensione la possibilità di dedurre i contributi a un fondo pensione, l’aliquota marginale e gli anni al pensionamento possono portare a scenari diversi (confronto ETF Vs fondo pensione).

Per l’esempio dell’auto da cambiare tra 12 mesi possiamo valutare se lasciare il denaro sul conto corrente, se vincolarli, se investirli (in periodi diversi dall’attuale) in strumenti monetari come i BOT. Queste scelte possono dipendere dall’ammontare e dai costi degli strumenti (spendo una cifra fissa per investire che con l’aumentare della cifra diventa piccola percentualmente?) e dalla possibilità di vincolare la cifra (la vettura attuale potrebbe rompersi e posso aver bisogno dei soldi immediatamente?).

Utilizzo il termine mezzo poiché strumento finanziario e prodotto finanziario hanno un significato specifico nella normativa italiana.

Una volta capito il rendimento che mi servirebbe per raggiungere l’obiettivo nell’orizzonte previsto, valutato se il rischio presumibile di questo investimento sia compatibile con la mia propensione al rischio e se la variabilità del risultato finale sia accettabile avrò la mia strategia di investimento. Sempre come esempio: investire 500 € al mese per 20 anni in un portafoglio 80% azionario, 20% obbligazionario in prodotti ad accumulazione con un intermediario che mi permetta di ottimizzare il costo commissionale etc..

Probabilmente questo é lo step più complesso, ma se fatto bene rende meno importante quello successivo, questo perché posso trovare il miglior fondo azionario tecnologico paesi emergenti ma se questo non è adatto al mio portafoglio/al mio obiettivo/al mio orizzonte temporale potrei comunque mancare il risultato che pensavo di ottenere.


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Prodotto – Strumento Finanziario

Eccoci infine allo step in cui si chiedere Qual è il miglior Fondo? Ma la domanda deve essere declinata al caso specifico, ad esempio: Qual’è il miglior ETF sull’ S&P500? Qual’è il miglior ETF sui mercati emergenti? Posso inoltre specificare se mi interessa un fondo sui paesi emergenti azionario ad accumulazione, ma soprattutto potremmo specificare cosa intendiamo per migliore.

Il miglior prodotto per me potrebbe essere quello meno costoso, o quello con la miglior performance aggiustata per il rischio o quello con una sensibilità ESG (Environmental, Social e Governance attenzione all’ambiente, al sociale e alla governance). Potrei inoltre preferire una gestione attiva rispetto a una passiva e infine, per i più sofisticati, l’utilizzo di derivati per copertura (Hedge) o per aumentare il rendimento (Yield enhancer).


Alcuni approfondimenti sul portafoglio:

P.S. Ho parlato negli esempi di Fondi o ETF, ma si potrebbe parlare di Azioni, Obbligazioni, Certificati, Opzioni etc..


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