Guerra in Ucraina

Tornato dalle ferie il calendario editoriale prevedeva altri approfondimenti, ma la mossa preparata da molti anni da Putin ha cambiato i programmi di molti e in modo sicuramente più tragico. Guardando la composizione delle riserve russe negli ultimi 8 anni con la diminuzione di riserve in Bond USA e l’aumentare l’oro, in particolare dopo il 2018 , si nota come l’allontanamento della Russia dagli USA fosse in atto da tempo.

Una mossa da abile scacchista ? Purtroppo qui morti sono veri.

Alcuni dati economici

Guardiamo alcuni dati della interdipendenza tra Europa e Russia. L’importazione di gas Russo incide soprattutto sulla Germania, +50% negli ultimi 9 anni. Paesi come Austria Ungheria e Moldavia sono anch’essi molto dipendenti dal gas russo.

Importazione di materie prime russe dei paesi EU non si limita al Gas ma abbiamo metalli e fertilizzanti.

Ma non abbiamo solo Import, l’esposizione delle banche straniere in Russia è principalmente europea con:

  • 28% Italia
  • 28% Francia
  • 16% USA
  • 11% Giappone
  • 9% Germania
Le esportazioni verso la Russia

Tutti i dati indicano come Italia e Germania siano dipendenti a livello di import ma come export non siano esposti come i paesi europei più vicini. Italia e Francia molto esposti a livello banche ma rispetto al PIL le cifre sono inferiori all’1%. I recenti cali hanno già prezzato tutta l’esposizione russa, ma va considerato l’effetto crisi economica in Europa sui bilanci bancari.

Petrolio e crisi economiche

In questo grafico vediamo il prezzo del petrolio (corretto per l’inflazione) e le recessioni negli USA. Un importante spike è quello del ’73 che ha scatenato una pesante crisi energetica e crollo azionario.

Nel grafico dell’andamento dei settori / asset class nel 1973-74, con un S&P 500 che ha fatto -17% e -30% si è potuto ridurre le perdite più che guadagnare puntando su certi settori.

In questo periodo storico l’america è sostanzialmente dipendente dalle importazioni, ma può l’Europa fare a meno del petrolio Russo? Secondo Platts Market Center la capacità residua di Arabia saudita/EAU/Kuwait è di 2.7 MB/G, ( ma non utilizzabile istantaneamente, visti anche i buoni rapporti di OPEC e Russia ) vicino alle importazioni Russe dell’Europa (circa 3 MB/G). Si confida anche in una possibile riabilitazione di paesi quali Iran e Venezuela le cui sanzioni occidentali hanno ridotto le capacità produttive per anni. Anche questi ultimi 2 paesi sono particolarmente vicini alla Russia.

Per JPM lo US Shale ha una probabilità del 50% di poter aumentare l’offerta di 1/1.2 MB/G.

Andamento dei vari settori e asset class tramite ETF

L’azionario

Il mercato azionario europa dell’est (exRU) si mostra più debole dello EuroStoxx 50, ma mai come il mercato russo ormai chiuso da giorni.

Delle banche abbiamo già parlato, uno dei settori europei più esposti, molto meno pesante la reazione del mercato USA anche grazie al dollaro, nel grafico sia la versione Hedge che quella cambio libero sullo S&P500.

Energia e Oro

Tra i vincitori di questo periodo abbiamo l’oro, che ricordo non sempre sale in caso di crollo dei mercati ma che in una situazione come quella attuale conferma la sua natura di bene rifugio (come sa bene Putin ricordando il primo grafico sulle riserve ). Il settore energetico fa bene soprattutto quello globale , grazie anche sempre al dollaro.

I Bond

Vediamo infine i bond USA che si confermano stabilizzatori di portafoglio, come quelli cinesi (ne avevamo parlato ampiamente qui) , mentre gli emergenti pagano sia il rischio di credito (in USD) sia credito+valuta ( in valuta locale ).

I grafici confermano come un portafoglio diversificato per i vari rischi permetta di sopportare anche eventi traumatici come quello in corso. Sebbene ci si auguri termini presto, il conflitto ha ormai modificato nettamente l’assetto globale con una Russia spostata a est, un’Europa che deve rivedere la propria politica energetica e gli USA che vedono nazioni importanti e alleate (Messico, India, Turchia…) dichiararsi equidistanti e non seguirla nella strada delle sanzioni.


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