Sopravvalutazione S&P500 – P/E & CAPE

Un articolo di Shiller, Black & Jivraj (Project Syndicate, November 2020), ha scatenato una serie di commentati sulla sopravvalutazione dei prezzi degli indici azionari, in particolare dello S&P500.

Una versione più aggiornata di questo articolo è quella di Ottobre 2021.

Il P/E

Partiamo dal P/E ratio (Price to Earnings ratio), ovvero il rapporto tra prezzo e utili per azione è una delle metriche usate nell’analisi fondamentale e nel Value investing. Generalmente il mercato è sottovalutato quando il P/E è inferiore alla sua media storica.

Il CAPE

Robert J. Shiller propone una variante del P/E: Il Ciclically Adjusted Price to Earings ratio. Il CAPE è il rapporto tra i prezzi delle azioni e una media mobile su 10 anni degli utili societari aggiustata per l’inflazione. Attraverso il valore attuale del CAPE ratio si possono fare delle previsioni sul ritorno medio annuo del mercato nei seguenti 10 anni.

Il valore corrente del CAPE del mercato americano è di circa 34, (con una media mobile a 35 anni di circa 25, mentre quella degli ultimi 25 è di 27) vediamo cosa significa quando consideriamo i rendimenti attesi.

Previsioni rendimenti reali

Nella tabella che segue Ploutus calcola i ritorni attesi a 10 anni partendo da un determinato P/E:

Fonte : Ploutus, SeekingAlpha.com – Shiller.

Nelle sue analisi l’ottimo Ploutus è comunque fiducioso sulle valutazioni azionarie in confronto ai rendimenti dei titoli di stato.

“…sembra che i rendimenti delle azioni nel prossimo decennio saranno inferiori alla tendenza rispetto a questo lungo set di dati. Parte del rendimento azionario del prossimo decennio potrebbe essere stato spinto avanti da una politica straordinaria di reflazione dei prezzi degli asset durante la pandemia. Le obbligazioni possono andare ancora peggio, poiché i tassi a breve termine sono tenuti bassi per integrare la ripresa e i tassi a lungo termine iniziano a scontare aspettative inflazionistiche più elevate. Con i prezzi delle azioni e delle obbligazioni entrambi alti, i rendimenti a termine bassi per entrambi sembrerebbero avere senso con le azioni che continuano a sovraperformare le obbligazioni su base relativa..”

Secondo vari studi il rendimento per l’S&P500 potrebbe essere del 2/3% annualizzato reale.

Tutto questo è stato scritto pochi giorni prima che l’inflazione stimata dai mercati salisse sopra il 2% e il tasso del 10 anni americano superasse l’1% per avvicinarsi ai livelli di febbraio 2020.


John Hussman propone una visione diversa:

“Oggi, gli investitori.. hanno prezzato quasi tutte le altre classi di asset a livelli che ci si può aspettare producano rendimenti prossimi allo zero, o negativi, anche a 10-12 anni … Mi rendo conto che la proiezione di una perdita di mercato del 60-70% sembra altrettanto assurda della mia proiezione del 2000 di una perdita dell’83% in titoli tecnologici. Il problema è che gli investitori sembrano non capire cosa hanno fatto rispondendo a tassi di interesse zero come se non ci fosse altra alternativa che abbracciare il rischio di mercato, indipendentemente dal prezzo. Probabilmente finirà male…”

Davvero ci potrebbe essere un crollo del 70% per riequilibrare le cose ?

Tutte le società dell’S&P500 sono sopravvalutate?
P/E attualeP/E medio 25y
Top 1033.319.4
Restanti19.715.5
S&P50022.316.2
Rapporto P/E S&P500 – Fonte : Guide to the Markets
J.P. Morgan Asset Management.

Possiamo vedere come le principali azioni siano quelle più sopravvalutate secondo questa metrica, inoltre le prime 10 aziende pesavano al 31/12/2020 il 28% dell’indice S&P500, valore più alto degli ultimi 25 anni.

Per ritornare in media le azioni più grandi (AAPL, MSFT, AMZN, FB, TSLA, GOOGL, BRK, JNJ, JPM e V) dovrebbero scendere del 40%, mentre le restanti del 20%; altra possibilità è quella di un aumento degli utili di circa il 70% per le più grandi.

La possibile regolazione dei big della tecnologia e l’aumento dei tassi che incide sulle valutazioni dei titoli tecnologici in misura maggiore rispetto a altri, potrebbe portare a un recupero delle azioni più piccole dello S&P500 rispetto alle prime 10. Interessanti quindi le strategie di Equal weight. Ricordo infine che la maggior parte di queste considerazioni sono rivolte all’investitore in dollari, per cui dobbiamo mettere in conto l’andamento del dollaro sull’euro, che con tassi usa in risalita potrebbe recuperare.


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